Il presidente Mattarella ha recentemente deciso di spostare la festa del 2 giugno fuori dal Quirinale, una scelta che ha suscitato diverse reazioni. In un'intervista, l'economista Stefano Zamagni ha espresso il suo sostegno a questa decisione, sottolineando l'importanza di un cambiamento che riflette la realtà attuale del nostro paese.
Zamagni, ex presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e dell'Agenzia per il terzo settore, ha affermato che questa mossa di Mattarella è un segnale significativo. "Festeggiare gli 80 anni della Repubblica italiana in un luogo aperto alla società civile", ha spiegato, "è una svolta che il presidente ha voluto imprimere, sottolineando che la Repubblica non è lo Stato, ma piuttosto una 'cosa pubblica' che coinvolge tutti i cittadini."
Questa prospettiva, secondo Zamagni, è fondamentale per comprendere il ruolo della società civile nella nostra democrazia. "La società civile", ha aggiunto, "è come un cane da guardia che abbaia quando vede che lo Stato va fuori dai limiti, costringerlo a tornare nel recinto. La scelta di Mattarella è stata condizionata dai momenti difficili che stiamo vivendo, dalla degenerazione avvenuta negli ultimi mesi e dagli eventi che mostrano una società civile che ha rinunciato a svolgere il ruolo di guida."
In un'ottica più ampia, Zamagni ha sottolineato la differenza tra due correnti di pensiero. La prima, risalente a Hobbes ed Hegel, sostiene che lo Stato è la forza che invera la società civile. La seconda, a cui Mattarella appartiene, inizia con Tommaso D'Aquino e afferma che è la società civile a dare forza e autorevolezza allo Stato. "Se lo Stato non è inverato dalla società civile", ha concluso, "diventa autoritario."
Questa prospettiva, secondo Zamagni, è fondamentale per comprendere il ruolo della società civile nella nostra democrazia. "La società civile", ha aggiunto, "è come un cane da guardia che abbaia quando vede che lo Stato va fuori dai limiti, costringerlo a tornare nel recinto. La scelta di Mattarella è stata condizionata dai momenti difficili che stiamo vivendo, dalla degenerazione avvenuta negli ultimi mesi e dagli eventi che mostrano una società civile che ha rinunciato a svolgere il ruolo di guida."
In conclusione, Zamagni ha espresso la sua approvazione per la decisione di Mattarella, sottolineando l'importanza di un cambiamento che riflette la realtà attuale del nostro paese. "In un autentico sistema democratico", ha concluso, "la società civile deve svolgere un ruolo guida, e questa scelta è un passo nella giusta direzione."